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lunedì 17 febbraio 2014

Facebook: Ci vediamo lì!


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Per seguire esclusivamente le notizie sui cerchi nel grano, basta dare un "mi piace" sulla pagina Facebook del mio libro Cerchi nel grano: Tracce d'intelligenza.


Se siete seriamente interessati ai cerchi nel grano, non mancate di acquistare il mio libro in cui racconto tutta la verità sui cerchi.

See you there

Francesco Grassi

sabato 6 ottobre 2012

Cerchi nel grano: Tracce d'intelligenza [booktrailer]

Buona visione:


Il libro è acquistabile su Amazon:
Clicca qui per acquistare Tracce d'intelligenza su Amazon


Francesco Grassi ha presentato il suo libro in anteprima al Convegno del CICAP tenutosi a Volterra dal 5 al 7 ottobre 2012.

Durante la relazione l'autore ha raccontato la vera genesi del famoso cerchio nel grano di Riva presso Chieri del 2011 (noto anche come "Poirino 2011") ritratto in copertina.
Si è trattato di un esperimento sociale di grande successo.
Disegni e fasi di costruzione, descrizione delle attività notturne, reazioni della comunità dei sostenitori del fenomeno e tutti i dettagli sono contenuti nel libro.

Il libro è acquistabile su Amazon:


Titolo del libro:
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Cerchi nel grano: Tracce d'intelligenza
UFO, Alieni e Incontri Ravvicinati del 2° Tipo
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Dal retro di copertina:
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I cerchi nel grano sono sicuramente un fenomeno incredibile. Chi lo segue in maniera superficiale oppure non è molto addentro non può riuscire a comprenderne le mille sfaccettature e i paradossi logici che esso continua a proporci fin dalle prime formazioni documentate intorno al 1980.
Arte o burle, believer o circlemaker: c'è veramente un confine fra gli elementi in gioco? E se sì, qual è? In un perverso gioco circolare, ciò che può essere chiaro se osservato di notte, col chiarore del giorno invece diventa molto oscuro. Ma allora è possibile dipanare in qualche modo questa matassa di corda così ingarbugliata?
Forse, ma farlo non dipende da altri perché lo strumento principale è nelle vostre mani, in questo momento.
Tutto ha inizio con un UFO, l'anno è il 1966.
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Descrizione del libro:
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Formato 15x21, interamente a colori per un totale di 530 pagine con più di 170 fotografie, immagini e disegni. Nel libro l'autore spiega fra le altre cose, l'arte e i trucchi del circlemaking (come si fanno i cerchi nel grano) raccontando inoltre come creare opere ritenute impossibili. Ad esempio la famosissima formazione di Milk Hill del 2001.
Il libro contiene tutta la corretta ricostruzione e  visione storica del fenomeno con fotografie e documenti inediti, fonti storiche, indagini scientifiche, 3 ore di interviste a circlemaker trascritte (le interviste video con sottotitoli in inglese e italiano saranno disponibili gratuitamente sul canale YouTube dell'autore), esercizi per aspiranti circlemaker nonché il capitolo finale in cui viene raccontato nei minimi dettagli l'intervento dell'autore al Convegno di Volterra del CICAP dal 5 al 7 ottobre 2012.


Edizioni STES
http://www.stes.it

Collana Red Pills of Mystery
http://www.redpillsofmystery.com
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La canzone del booktrailer "Painting circles in the corn" è scritta e interpretata da Jim Chorley. Jim è figlio di Dave Chorley, il mitico Dave che insieme a Doug Bower dette vita alla storia dei cerchi. La canzone è dedicata al padre Dave venuto a mancare nel 1996. L'album da cui la canzone è tratta si chiama "All in good time":
http://jimchorley.com/shop.html


Note sull'autore:
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Francesco Grassi, nato a Lama (Taranto) nel 1966, è Ingegnere Elettronico (Università di Pavia) e Direttore Tecnico di un'azienda informatica che si occupa di sviluppo di progetti software nel campo della progettazione impiantistica e della relativa gestione dei dati.
Nel 1997 decide di dedicarsi ad attività di divulgazione scientifica collaborando con il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).
Studioso ed indagatore del paranormale e delle pseudoscienze, grazie ad una solida preparazione scientifica universitaria unita ad una maturità classica e ad un ottimo background di tipo artistico (didatta musicale, chitarrista Jazz), affronta le indagini con un approccio estremamente eclettico.
È socio effettivo del CICAP e partecipa a numerose indagini di sperimentazione su casi relativi al paranormale e alle pseudoscienze.
Dopo aver affrontato l'analisi del fenomeno UFO, da diversi anni si dedica in maniera specifica allo studio del fenomeno dei cerchi nel grano.
È stato ospite diverse volte in trasmissioni televisive come esperto di cerchi nel grano e anche come circlemaker durante la realizzazione di formazioni italiane per spiegarne le tecniche di creazione.
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Dal retro di copertina:
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Collana Red Pills of Mystery

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più. [Morpheus, Matrix (1999)]
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Le splendide tavole presenti nel booktrailer e nel libro sono state appositamente disegnate da Paolo Vallerga e Giacomo Rinaldi:
http://www.scribabs.it/
http://jackrinaldi.wordpress.com/


Video editing di Marco Morocutti:
http://www.marcomorocutti.it/


Il portale dell'autore è:
http://www.francescograssi.com/



Francesco Grassi

giovedì 17 maggio 2012

Cerchi nel grano: Cerchi in Sardegna

Dovrebbero studiare un po' di più i circlemaker che hanno fatto questa formazione in Sardegna.
Volevano dividere la circonferenza in 5 parti? In 6? Chi lo sa...
Cerchi nel grano a Settimo
Settimo, cerchi concentrici: show all'alba tra le ire del padrone del campo di grano

Cerchi concentrici su un campo di grano tra Settimo San Pietro e Sinnai. Ma il padrone si ribella agli investigatori del mistero: "Qualcuno è entrato nel campo e ha fatto il disegno, così mi danneggiano".

Un cerchio enorme in un campo sperimentale è stato avvistato all'alba dai primi automobilisti di passaggio fra i due Comuni. Tanti i curiosi che si sono fermati lungo la strada. Non è la prima volta che gli appassionati di misteri e ufologia concentrano la loro attenzione su questi terreni. Tre anni fa il fenomeno più eclatante. Ma il proprietario del fondo è stufo degli avvistamenti: "Le mie colture vengono danneggiate". Le incursioni infatti non sono un artificio degli alieni: l'agricoltore ha individuato il punto da cui qualcuno è entrato realizzando nella notte il cerchio.

Sabato 12 maggio 2012 10:39

[Aggiornamento 28 Maggio 2012]
La formazione ritratta dall'articolo era errata, fate riferimento a questa pagina che contiene i dettagli della vicenda.


Francesco Grassi

mercoledì 19 maggio 2010

Cerchi nel grano: Ancora cerchi a Mistero

E' appena terminata l'ultima messa in onda del becero programma Mistero su Italia1.
La nuova edizione è condotta da Raz Degan affiancato dagli inviati Daniele Bossari e Marco Berry.
Uno dei primi misteri da risolvere sarebbe proprio capire come mai Bossari e Berry si siano lasciati fagocitare da questo programma completamente improntato al sensazionalismo e all'alimentazione delle false credenze.
Tra le altre cose approfitto per ricordare che qui c'è un'intervista che Daniele Bossari mi fece qualche anno fa sui cerchi nel grano.
E proprio Bossari in questa puntata era l'inviato sul cerchio italiano di Bagnolo Mella in provincia di Brescia realizzato in un campo d'orzo e durante il servizio ha mandato in onda la prosecuzione del video che era stato utilizzato per una delle puntate precedenti.
In questo video si è visto il Team Satan realizzare il Cerchio di Apollonio di cui avevo parlato qui.

A dir la verità il messaggio che è passato forse è in qualche modo stonato rispetto allo standard della trasmissione dal momento che Bossari ha più volte rimarcato che i cerchi vengono fatti dagli uomini e le forze dell'ordine di Bagnolo Mella hanno anche confermato che quel cerchio era stato evidentemente fatto da uomini.
Di altro avviso era il bresciano Claudio Bonassi che è riuscito a fotografare orbs ed entità anomale di notte nel cerchio.

Una cosa che mi ha colpito è stata comunque la nonchalance con la quale tutti si dimostrano esperti parlando di nodi, spighe, piegature genuine e altro.

Infatti per finire Bossari ha mostrato a Degan una spiga piegata in corrispondenza di due nodi non capacitandosi del fatto che seppure il cerchio di Bagnolo Mella fosse stato realizzato da esseri umani, ma allora... come diavolo avrebbero potuto degli uomini piegare le spighe in quel modo?

E' molto semplice, non sono gli uomini che piegano le spighe in quel modo, bensì Madre Natura.
Lo abbiamo detto e scritto mille volte, quando una spiga viva (se è verde è ancora viva ;-) viene prostrata al suolo da una qualsiasi forza o evento (pioggia, vento, tavola da circlemaker, piede, etc.) la prima cosa che farà sarà proprio cercare di rialzarsi.
E come lo fa? Proprio attraverso un accrescimento asimmetrico dei nodi il cui effetto è proprio quello di riportare la spiga in posizione verticale.
Ma tutto questo avviene in tempi successivi alla creazione del cerchio.

Fine dell'ultimo mistero.


Francesco Grassi

venerdì 18 dicembre 2009

Cerchi nel grano: Domande dai lettori (5)

Più che una domanda, questa è un'email di sostegno e incoraggiamento che mi fa piacere pubblicare per ovvi motivi:

Io volevo solo complimentarvi con voi per il vostro sito e per quello che fate nel dare delle informazioni veramente utili e sopratutto vere sfatando questi miti, ai quali purtroppo la gente della massa, purtroppo cade troppo spesso come appunto sui cerchi nel grano difendendo a spada tratta il fatto che vi sia qualcosa di paranormale o di alieno la cosa fa anche ridere pensando che in realtà sono realizzati da bravi artisti con tecniche anche piuttosto semplici.

Ma il bello è che molti sono talmente ostinati e assuefatti da chi sparge queste voci che pure di fronte a prove certe devono trovare dei modi per poter dire del tipo "e no quel cerchio presenta questa anomalia non può essere stato creato da un uomo".
Magari certi ufologi, non tutti, ma altri lo fanno appunto per ingannare e vendere, qualcuno sarà forse più serio, ma è incredibile come si condizioni la gente arrivando più a credere che dietro alcuni cerchi ci sia la mano di qualcosa di ignoto e giudicano magari quelli dimostrati fatti dall'uomo, fatti male, o che non presentano alcune anomalie tipiche dei crop circle fatti dagli extraterrestri o chi sia...
Una logica assurda.

Io pensano che chi ragiona a logica capisce e altri vogliono vedere ciò che vogliono vedere.

In ogni caso veramente complimenti sono contento che ci siano anche siti e associazioni serie che vadano contro queste false notizie.

Continuate così.

Ringrazio di cuore il lettore per tutti i complimenti.


Francesco Grassi

PS: Chi è l'autore della formazione a inizio post?

sabato 5 dicembre 2009

Cerchi nel grano: Intervista di Massimo Polidoro

Ho riascoltato recentemente l'intervista che mi ha fatto l'amico Massimo Polidoro nel 2006 e che è presente sul suo podcast.


Direi che è abbastanza completa e bilanciata, si affrontano un po' tutte le tematiche e per questo motivo voglio proporvela qui nel mio blog, in soli 16 minuti ci si può fare una buona idea sull'argomento:
29. Cerchi nel grano... e cosa trovi?
Forse trovi la risposta alla domanda: chi realizza gli spettacolari e misteriosi disegni che all'inizio di ogni estate compaiono in alcuni campi di grano? Ne parliamo con il principale esperto critico italiano, Francesco Grassi.


Per scaricare il file mp3, cliccate qui.

Buon ascolto e fatemi sapere


Francesco Grassi

lunedì 30 novembre 2009

Cerchi nel grano: Un uomo armato di una tavola (Doug Bower)

Dicevo qui:
Un uomo armato di una tavola non riuscirà sicuramente a fare i crop circle (ma Doug Bower era in grado di farlo, ci ritornerò) così come siamo abituati a vederli oggi.

Doug Bower, l'uomo che ha inventato il circlemaking, iniziò a creare formazioni in Inghilterra fra il 1975 e il 1980 insieme al suo amico Dave Chorley.
Doug in tutte le interviste dice 1978 oppure about 1978, ma l'anno non è ancora precisamente accertato e probabilmente non lo sarà mai.

Anche se è opportuno essere almeno in due per creare i crop circles, Doug in questo straordinario video del 1994, da fuoriclasse quale è, dimostra come un solo uomo armato di una tavola possa essere in grado di creare una formazione assolutamente in linea con quelle che si vedevano in quel periodo.

Senza un compagno, senza un metro a nastro e con solo una tavola, Doug in soli 15 minuti crea una formazione:

Qui un'immagine dall'alto di Doug durante la creazione:

Reg Presley in studio cita un caso (senza alcuna attinenza con i crop circles) di alberi abbattuti in maniera spiraliforme e dice:
Come è possibile che Doug sia stato in grado di fare ciò (il cerchio di alberi, nda).

E per concludere, facciamo un tuffo nel 1966 con il rock dei The Troggs. Reg Presley era in quegli anni il cantante del gruppo e cantava un pezzo famoso, Wild Thing.
Durante gli anni dei cerchi spese poi molti proventi della sua carriera nella ricerca sui crop circles:

Keep on rockin' Reg... it's better


Francesco Grassi

venerdì 27 novembre 2009

Cerchi nel grano: Domande dai lettori (4)

Lachezar Filipov, gli alieni e i cerchi


Sicuramente sapete dell'esistenza di un certo Lachezar Filipov, vicedirettore dell’Istituto ricerche spaziali dell’Accademia delle scienze di Bulgaria, secondo il quale gli alieni ‘dialogano’ con la sua equipe attraverso gli strani segni tracciati nei campi di cereali.

I famosi cerchi nel grano ! Ma non avevamo detto che sono fatti dai crop circle makers (o qualcosa di simile ?).

Cosa ne pensate voi del CICAP riguardo alle affermazioni di questi scienziati bulgari ? Non sono troppo azzardate per un istituto scientifico ?

Si, i crop circle sono creati da uomini che tecnicamente vengono chiamati circlemakers, coloro che fanno i cerchi.

Il fatto che il nome Lachezar Filipov sia quello del vicedirettore dell'Istituto per le Ricerche Spaziali della Bulgaria, è vero.

Il sito dello Space Research Institute (Bulgarian Academy of Sciences) riporta a questa pagina l'organico tra cui compare anche il Dr. Lachezar Filipov con questa foto:


e questi dati:
Assoc.Prof. Dr. Lachezar Filipov
tel.(+3592)979 3422; 988 3503
fax:(+3592)981 3347
e-mail/lfilipov@space.bas.bg/

In rete si trovano altri riferimenti o anche interviste a Lachezar Filipov, come ad esempio questa in italiano del 2007.

Ma veniamo alla notizia che da qualche giorno rimbalza sul web.

Innanzitutto facendo una ricerca si trova facilmente il sito web in cui si propagandano queste ipotesi.


Il dettaglio degli scienziati che collaborerebbero con il sito si trova qui:
Bulgaria
1. Assoc. Prof. Dr. Lachezar Filipov, Deputy Director of the Space Research Institute at the Bulgarian Academy of Science (questions 6 and 11)
2. Prof. Dr.Maria Zlateva biothechnology and microbiology, President of Intereco- 21 Federation (question 7)
3. Prof. DSc Garo Mardirossian, Space Research Institute at the Bulgarian Academy of Science and lecturer at the New Bulgarian University in Sofia (question 5)
4. Assoc. Prof. Valery Golev, PhD, Head of Astronomy Department at Sofia University St K Ohridsky (questions 1 and 2)
5. Prof. Vrubka Orbezova, Dr of Medicine and Pathobiochemestry (questions 8 and 9)
6. Prof. Veselina Ilieva Dr of biophysics (question 10)
7. Ass.Prof. Diana Gergova, archeologist at the Bulgarain Academy of Science (question 14)
8. Ass.Prof. Veselka Zafirova at the History Faculty at the Sofia University St K Ohridsky (question 12)
9. Tsvetan Georgiev, senior research fellow at the National Astronomy Observatory Rhozhen at the Bulgarian Academy of Science (question 3)
10. Evgenia Kozhuharova, senior research fellow geologist at Institute of Geology at the Bulgarian Academy of Science (question 4)
11. Architect Maria Karazlateva, lecturer at the University of Architecture, Construction and Geodesics in Sofia (question 13)
12. Vesela Traikova, Dr. of history at the Institute of History at the Bulgarian Academy of Science (question 16)
UK
Michael Glickman, crop circles researcher, former architect, UK (question 15)

Non discuto sugli altri ma un nome lo conosco, Michael Glickman, uhm... rigore scientifico?

Tutto però diventa chiaro quando si capisce la fonte della decodifica dei crop circles, Mariana Vezneva.


A quanto si legge Mariana Vezneva negli ultimi anni ha interamente dedicato i suoi studi per decodificare il mistero dei crop circles, complimenti.

Andiamo sul suo sito... Mariana Vezneva è una vera autorità, ma è meglio non commentare le banalità che vengono fuori decodificando i crop circles.

Mi stupisco inoltre nel trovare fra tutta la produzione inglese anche un cerchio italiano del 2007:


Però, che competenza... Mariana si intende anche di alieni italiani, ancora complimenti!!!

Da qui si accede anche ad alcune pagine dei suoi libri, come questa:


Il cerchio in alto con il sole all'interno è quello in cui ho trovato le mosche morte (dentro e fuori) nel 2004, ero da quelle parti.

Tutto questo mi ricorda il caso di una sensitiva italiana che ha scritto diversi libri dopo aver decodificato (anche lei?) i crop circles (proprio in questi giorni pensavo di scrivere un post) e il caso di uno scienziato italiano che scrive cose molto discutibili su cerchi e argomenti di frontiera.

Cara lettrice, stia tranquilla, la Scienza è salva.
Non è la prima volta che persone che dovrebbero avere un rigore scientifico, prendono clamorose sbandate facendosi sedurre da idee di sensitivi fantasiosi.

Cordiali saluti


Francesco Grassi

mercoledì 25 novembre 2009

Cerchi nel grano: Domande dai lettori (3)

L'autore di questa domanda replica:

Egr.sig. Grassi, io non la conosco, ma suppongo che pure lei faccia parte del Cicap.
Ognuno di noi e' libero di pensare cio' che vuole, di fronte a fenomeni tanto strani, (mi riferisco ai crop circles). Pero' asserire che un uomo armato di una tavola, riesce a fare delle vere e proprie opere d'arte, mi sembra un modo come un altro per eludere la questione!

Tornando ai CC, ne ho visto unaltro che riporta fedelmente un disegno di Nazca,(immagino che sappia a cosa mi riferisco).
Pure quelli sono opera degli uomini? E, se si', che funzione avevano?

Le vorrei ricordare,che tempo fa fu commissionata ad una casa automobilistica, di riprodurre (nel grano), con l'uso delle tavole,il disegno di una vettura estremamente semplice.Quello che ne venne fuori ,fu una cosa molto deludente!

Ora lei dice di avere visto il disegno,a cui facevo riferimento, prima dell'esecuzione, perche' non ha documentato l'esecuzione stessa?, visto che conosce i suoi autori?
Sarebbe un bel modo perstrappare il velo che circonda questi avvenimenti!

Si, anche io faccio parte del CICAP, sono un socio effettivo.

Un uomo armato di una tavola non riuscirà sicuramente a fare i crop circle (ma Doug Bower era in grado di farlo, ci ritornerò) così come siamo abituati a vederli oggi.
Nessuno vuole eludere la questione, l'ho spiegato e raccontato tantissime volte, ma se non mi conosce è chiaro che non ha idea di che cosa il CICAP dica realmente sull'argomento.

Riprendo quello che ho scritto qui:
Quindi ricapitoliamo, assi e funi?
No, piedi per tracciare le linee di costruzione, metri a nastro, strumenti per marcare il terreno (ad es. bandierine numerate, dischetti numerati o qualsiasi altro mezzo di fantasia che possa servire allo scopo) e infine assi per appiattire il grano.
Tutto questo e’ illustrato in questo post in cui c’e’ anche il video di una delle poche formazioni che ho eseguito pubblicamente.

Circa la formazione Nazca-style immagino sia questa del 2009:


Quanto quella formazione sia una replica fedele dell'hummingbird di Nazca, ho dei forti dubbi:



Certamente i disegni di Nazca sono opera degli uomini, francamente sulla funzione la rimando ad altri esperti, di certo non erano piste di atterraggio per astronavi aliene.

Inoltre mi ricorda la formazione fatta realizzare dalla Mitsubishi nel 1998 al Team Satan, ecco l'immagine tratta dal sito dei creatori:


Ecco un'altra immagine tratta da un altro sito:


Dice che era il disegno di una vettura estremamente semplice, francamente non capisco in base a quale logica si possa dire una cosa del genere.
Un disegno di quel tipo, non basato su geometrie circolari (come sono praticamente tutti i crop circle) è molto più difficile da realizzare e che il risultato sia stato deludente è opinione sua.

Circa il fatto di documentare l'esecuzione di una realizzazione, riporto un commento che ho scritto in questo mio post:
Ciao Mattia,
in realtà non è vero, nel mio caso ho fatto due formazioni videoriprese (Voyager, Top Secret) e fotografate.
Ma ce ne sono decine e decine, basti pensare alla burla del Today del 1991 nei confronti di Pat Delgado. La storia dei cerchi è piena di formazioni videoriprese e fotografate, non so perché (è retorica) vengono sempre ignorate.

Per risponderti però, voglio semplificare ed elimino il problema della volontà filosofica di rimanere nell'anonimato del circlemaker (spiegarlo qui richiede un po' di tempo).

Distinguiamo quindi due casi:
1) formazione illegale (la normalità)
2) formazione legale (in accordo con il proprietario)

Nel caso (1) io circlemaker non posso e non voglio rivelare la paternità dell'opera, se lo facessi sarei perseguibile perché ho commesso un'azione illegale.
Ecco spiegato perché nessuno rivendica la paternità della propria opera, sarebbe come svaligiare una gioielleria e poi andare alla polizia a dichiarare di averlo fatto.


Nel caso (2) se io circlemaker volessi provare al di là di qualsiasi dubbio da parte dei believers di essere stato l'autore della formazione, allora sarei comunque nella posizione paradossale in cui si trova ora Remko Delfgaauw nei confronti dei forgioniani.
Devo videoriprendermi dall'alto di notte per tutto il tempo dell'esecuzione (5, 6, 7 ore...) accollandomi dei costi onerosissimi? Non ci penso nemmeno, non credo che Remko Delfgaauw l'abbia fatto e se l'ha fatto gli faccio i complimenti.
Devo videoriprendermi dal basso di notte per tutto il tempo dell'esecuzione (5, 6, 7 ore...)? Questo si espone sempre a quello che leggiamo nei commenti dei believers, dal basso non si dimostra nulla.
E comunque si potrebbe sempre dire che è un video registrato dopo, montato ad arte, etc.

Questo rientra nei paradossi in cui ci si caccia quando si affronta la questione cerchi.

Riflettiamo un attimo, agli accaniti believers/complottisti a nulla possono valere le mille prove dell'avvenuto sbarco sulla luna, continueranno sempre a dire che non basta.

Nel caso dei cerchi la situazione è analoga, però se uno volesse veramente (ma deve proprio avere una voglia pazzesca di farlo), un modo per mettere a tacere tutti c'è.
Si tratta di trovare un modo per certificare che il progetto/disegno su carta della formazione, era già esistente in tempi sufficientemente precedenti rispetto alla realizzazione.
Si può andare da un notaio (con i soliti costi! ma poi per chi fare questi ulteriori sforzi?) con il disegno qualche mese prima di realizzarlo e farsi certificare l'esistenza del documento per poi sbandierare il certificato del notaio dopo.
Prova a immaginare se questo potrebbe avere una validità per quelle persone che non vogliono rassegnarsi... il notaio è un compare, si sono messi d'accordo, etc.

Un altro sistema più facile, poco dispendioso in termini di soldi ma che comunque richiede uno sforzo di volontà e di energie organizzative notevole è qui:
http://www.circlevault.org/

Il problema è che si deve proprio avere una volontà fuori dal normale per accollarsi tutti questi sforzi da "regalare" a persone che non hanno la minima voglia di sforzarsi per niente con un'inerzia mentale spaventosa.

E poi se per caso venisse acclarato che la formazione è realmente tua, la reazione sarebbe "bella schifezza, si vede che è umana e che l'hai fatta tu".

In realtà la cosa più bella per un circlemaker è proprio tacere e ascoltare o leggere le mille leggende che sbocciano sulle proprie opere, è una soddisfazione impagabile oltre che il raggiungimento di una consapevolezza totale sul perché della nascita del mito dei cerchi.

Hai letto cosa ha risposto Remko Delfgaauw a Forgione?

Hi Adriano,
Thank you for your reaction. We are right now working on a "making of" documentary which will answer your questions.
The fact that you doubt whether we would be able to make this is in fact the biggest compliment you could give us.
Best regards and take care,
Remko Delfgaauw
-- XL D-SIGN
www.xld-sign.com

Io ho scritto molto per togliere il velo che circonda questi avvenimenti, la prego di leggere e studiare almeno tutto il materiale che ho pubblicato in prima persona qui e insieme ad altri collaboratori qui.

Cordiali saluti


Francesco Grassi

giovedì 19 novembre 2009

Cerchi nel grano: Domande dai lettori (1)

Salve! volevo sapere cosa sono i crop circles. Ne ho visto uno che somiglia molto al calendario Maya, che preannuncerebbe la fine per il 2012. Grazie

Cito un frammento del capitolo da me scritto (Cerchi nel grano: indagine sul mistero e le nostre sperimentazioni) per il decimo Quaderno del CICAP, Indagatori del Mistero:

La traduzione letterale della locuzione crop circles è "cerchi nelle coltivazioni". L'accezione originaria indicava una zona di vegetazione dalla forma circolare in cui le spighe si presentano appiattite al suolo tipicamente in senso spiraliforme. In italiano di solito si usa l'espressione cerchi nel grano che in realtà è una traduzione impropria e limitativa dal momento che, come suggerisce correttamente la locuzione inglese, le formazioni si riscontrano non necessariamente nei campi di grano.

La formazione che rappresenterebbe il calendario Maya è stata realizzata dai circlemakers nel 2004 e fu premiata dal sito cropcircleconnector come la migliore dell'anno:


Ho già citato quella formazione in questo mio post precedente per mostrare con certezza la sua realizzazione in due notti successive, 2 Agosto e 3 Agosto 2004, segno inequivocabile della paternità umana dell'opera:


Personalmente ho visto quella formazione disegnata su carta prima della sua realizzazione, conosco l'autore del progetto e conosco anche personalmente altri circlemakers che hanno partecipato alla messa in opera.

Cordiali saluti


Francesco Grassi

sabato 7 novembre 2009

Cerchi nel grano: La perfezione dei crop circles (2)

Vediamo un altro caso di presunta perfezione di un cerchio famoso.

Guardiamo ad esempio questo cerchio del 2000, ci serve per il confronto con quello successivo:

E' una formazione semplice da decodificare in termini di costruzione, ma molto efficace.

Guardiamo ora questa formazione del 2002:


Come si può notare, il principio di costruzione è analogo al precedente.
Invece di essere sviluppata su 2 punti dai quali si dipartono dei segmenti verso la circonferenza, in questo caso abbiamo 6 punti, ma il concetto è assolutamente analogo e la formazione risulta comunque molto bella e particolare.

I più attenti avranno però notato un piccolo particolare stonato. Per coglierlo meglio, compariamo l'immagine precedente con la seguente tratta da questa pagina:


C'è un abbozzo di appiattimento che è stato appena iniziato e abbandonato, molto probabilmente perché l'effetto finale doveva essere questo qui sempre tratto dalla stessa pagina:


Si, con i settori appiattiti in questo modo la figura ha un senso maggiore e risulta in totale sintonia con lo spirito della formazione che ho mostrato all'inizio.

Inoltre non tutti sanno che abbiamo un'immagine antecedente, infatti quei pochi settori appiattiti qui:


qui risultano intatti:


E' davvero una formazione perfetta?
No, è incompleta, ed è stata ritoccata in un secondo tempo senza riuscire ad arrivare al risultato finale.

Non solo, ma è ancora più interessante sapere per esempio tramite questa fonte che in questo libro:


compaiono proprio le due immagini che hanno ispirato i circlemakers per la realizzazione di quelle due formazioni:





Non siete ancora convinti che quelle due formazioni siano state realizzate dagli uomini?


Francesco Grassi

lunedì 2 novembre 2009

Cerchi nel grano: Rotoballe e UFO

Ho trovato una formazione UFO che stazionava su un campo:


Avviciniamoci:


Si, si, sono proprio degli UFO:


O forse no?


No, non credo:


Ah, ma queste sono rotoballe:


La rotoballe sono delle balle di fieno pressato in forma circolare, e in questo caso sono state protette con materiale plastico bianco, ormai succede normalmente.
Ci sono macchine che si occupano di creare queste forme e di incapsularle nella plastica dando quell'aspetto che vedete nelle foto.

Ma perché vi parlo di questo?
Perché questa cosa ha in qualche modo attinenza con un mistero minore legato ai cerchi nel grano.

Mi è capitato recentemente di (ri)leggere in questa pagina una storia che avevo già letto a suo tempo nel 2005.
Un'immagine:


Nello stesso sito se ne parla qui a un certo punto, cercate nella colonna a sinistra il testo "Boreham Down, Wiltshire 21. juni 2005".
Ecco qualche immagine tratta da lì:




Qui il solito BLT Team racconta che "C'era una volta il signor Mike Booth...":
Description of Event: On Tuesday, June 21, 2005 British bicyclist Mike Booth was out for his regular constitutional at about 6: 30 pm, pedaling along the road through Lockeridge, Wiltshire (UK) toward the tiny rural village of Alton Barnes - for many years a center of crop circle activity. As he passed by the fields known as Boreham Down (which rise up from the road on both the left and right, near the village of Lockeridge) he was startled to observe 3-4 whitish, metallic-looking objects about 200 yards away up in the field off to his left, slowly gliding along through the tops of the young wheat.

[...]

Mr. Booth estimated that the objects were approximatly 6 ft. long and 4 ft. wide, with dome-shaped tops sticking up above the seed-heads about 2-3 feet. His impression was that they were not touching the ground, but were only flattening the upper portion of the plants, leaving random trails in the young crop behind them as they moved.

Il giorno dopo sul campo nei pressi fu trovata una formazione:

E questo ha indotto i believers a chiamare BOL (sfere di luce) delle rotoballe rotolanti e mettere in relazione i due avvenimenti secondo la ben nota fallacia logica Post hoc ergo propter hoc.

Una storia di rotoballe rotolanti seguita da azione di circlemakers?
Io credo proprio di si.


Francesco Grassi

martedì 27 ottobre 2009

Cerchi nel grano: Voyager di ieri

Ieri sera su RAI2 è andata in onda una replica della realizzazione della formazione che abbiamo eseguito nel 2006 per Voyager insieme all'amico circlemaker Matthew Williams.
Ho già letto alcuni commenti su web relativi alle imperfezioni.
E' chiaro che chi scrive queste cose non ha le idee molto chiare sui crop circles, il campo era bellissimo fino a una settimana prima della nostra realizzazione.
Un nubifragio eccezionale in zona ha creato disastrosi allettamenti anche e soprattutto su quel campo.

Piccola chicca per voi, data la situazione così compromessa abbiamo deciso di invertire le aree originariamente da appiattire con quelle da lasciare in piedi.
Nel disegno iniziale l'area totale appiattita doveva essere pertanto minore, ma per schiacciare il più possibile gli allettamenti presenti sul campo, abbiamo agito in questo modo.

Altro?
Vedremo...


Francesco Grassi

martedì 13 ottobre 2009

Cerchi nel grano: Geni, memi, UFO e cerchi nel grano

Cari lettori, ecco la mia relazione presentata Sabato mattina 10 Ottobre 2009 al XI Convegno Nazionale del CICAP.


Che legame c’è fra UFO e cerchi nel grano?
Che differenza c’è fra UFO e alieno?

Quando un qualsiasi testimone fa esperienza della visione di qualcosa di anomalo in cielo che non riesce a identificare, bene, allora tecnicamente ha visto un UFO, un Oggetto Volante Non Identificato.
UFO quindi non è, nel senso proprio del termine, un’astronave aliena e tanto meno un alieno.

I cerchi nel grano d’altra parte in certi casi possono rappresentare in maniera esplicita degli alieni come in questo caso.
Abbiamo un volto alieno e un disco con un messaggio codificato.
Qual è il messaggio codificato in questo cerchio?

In base alle aree appiattite interpretate come numero ZERO e alle aree lasciate in piedi interpretate come numero UNO, si è potuta ricostruire la sequenza di bit scritta in questa spirale come se fosse un CD.

Ecco la decodifica:
Attenzione ai portatori di FALSI
doni e alle loro PROMESSE INFRANTE.
Molto DOLORE ma ancora tempo.
CREDETE.
C'è del BUONO là fuori.
Ci OPponiamo all'INGANNO.
Comunicazione IN CHIUSURA
[suono di campana]
Focalizziamoci su un frammento in particolare: Ci OPponiamo all'INGANNO.
Qualcuno ha colto una citazione a questa formazione del 1991 che era stata decodificata nelle due parole latine OPPONO ASTOS, mi oppongo agli inganni.
La realtà è un’altra ma bisogna conoscere un paio di dettagli...
Il primo, Meaden, il Dottor Terence Meaden, l’uomo che per primo nel 1980 si dedicò allo studio del fenomeno.
Il secondo dettaglio è che l’immagine va ruotata.
Ora, se immaginiamo che questa sia una scritta in maiuscolo tagliata a metà in questo senso, allora questa può essere una M, questa una E, questa una D, questa ancora una E…
Qui allora degli alieni hanno scritto "Meaden Talks Shit", cioè "Meaden dice sciocchezze" traducendo in maniera edulcorata.

Abbiamo quindi decodificato un messaggio alieno, ma per capire il motivo per cui degli uomini decidono di scendere sulla terra e di farsi alieni, dobbiamo tornare ancora agli UFO.

IR2 è una sigla italiana che vuol dire Incontro Ravvicinato del 2° tipo.
L’Incontro Ravvicinato del 1° tipo è quello di cui abbiamo parlato all’inizio, un testimone vede un UFO in cielo.
Si parla di 2° tipo quando oltre all’avvistamento UFO si riscontrano delle tracce fisiche al suolo.

Bene, il 19 Gennaio del 1966 George Pedley a bordo del suo trattore, lavorando in un campo sente un sibilo forte e inusuale alle sue spalle, si avvicina al bordo della laguna e vede nel cielo un oggetto volante non identificato mentre invece nella laguna vede questa cosa, della vegetazione che sull’acqua rotea circolarmente.
Vedete qualche relazione con i cerchi nel grano?
Facciamo ancora un passo indietro, parliamo dell’Incontro Ravvicinato del 1° tipo che ha dato vita all’ufologia così come la conosciamo oggi.
Era il 1947…

Il 24 giugno del 1947, Kenneth Arnold, un pilota privato, sul suo velivolo stava svolgendo un'attività di ricerca di un velivolo militare andato disperso, e osserva nove insoliti oggetti volanti in schieramento vicino al Mount Rainier, nello stato di Washington.

Abbiamo già visto come attraverso l’IR2 del 1996 di Tully in Australia si possa quindi avere un collegamento logico-visivo, fra UFO, IR2 e cerchi nel grano.
Quello che ancora non sappiamo è che nel 1966 era in Australia Douglas Bower, Doug per gli amici, un signore inglese, un artista, pittore, appassionato di tematiche ufologiche e scopriremo in seguito essere amico di un altro signore che si chiamava David Chorley, Dave, un artista come Doug.
Doug fece esperienza diretta del caso di Tully, visse sulla propria pelle il dispiego di energie che i media locali, giornali e TV, spesero per parlare del caso.
Fu positivamente sorpreso e incuriosito dal fatto che una notizia del genere potesse creare così tanto clamore e che quella traccia nella laguna fosse stata associata all’atterraggio o alla presenza di un’astronave aliena.
E così quando Doug ritornò in Inghilterra ebbe una brillante e artistica intuizione:
  • Replicare il meccanismo mediatico che aveva visto in azione così dirompente con il caso di Tully 

E quindi a partire da una data incerta a cavallo tra il 1975 e il 1980, Doug e l’amico Dave cominciarono a creare i primi cerchi nel grano.
Qui vediamo un’immagine che ritrae Doug & Dave in una delle prime apparizioni pubbliche del 1991 quando decisero di rivelare la propria storia, qui un dettaglio del volto di Doug.

Possiamo quindi un po’ per gioco, costruire un albero ufologico della vita?
Proviamoci…
  • 1947, Kenneth Arnold
  • 1966, Tully, Australia
  • 1978, Doug e il suo amico Dave cominciano a creare queste formazioni
In una sorta di speciazione nascono cioè i cerchi nel grano che nel corso degli anni evolvono in forme sempre più grandi e complesse.


Ci sono poi gli altri rami evolutivi dell’albero ufologico, come ad esempio quello originato dagli Incontri Ravvicinati del 3° tipo che qui vediamo ben rappresentati dal famoso film di Spielberg del 1977.
E ci sono poi altri rami che portano ad esempio i frutti di incontri di tipo superiore al 3° come le cosiddette abduction, i rapimenti alieni.

Adesso credo sia finalmente chiara la forte componente genetica ufologica presente nei cerchi nel grano.
E parlando di genetica, facciamo ora una piccola digressione sui geni…

In qualche modo il concetto di gene fu ipotizzato per la prima volta da Gregor Mendel anche se a dir la verità Mendel non utilizzò mai il termine gene.
Nel 1889 fu coniato il termine pangen per identificare la particella più piccola rappresentante un carattere ereditario.
Qualche anno dopo, pangen fu abbreviato in gen, gene.

Nel 1910 si dimostrò che i geni risiedono su specifici cromosomi, ma solo nel 1944 il DNA fu isolato e identificato e poi a seguire vennero tutte le sensazionali scoperte della genetica moderna.

Caratteristiche fondamentali del gene:
  • È l’unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi
  • Attraverso il meccanismo di replicazione del DNA è quindi in grado di replicarsi
  • Durante le repliche possono avvenire delle mutazioni
  • E questo comporta poi la nascita di organismi che meglio si adattano all’ambiente in cui vivono

L’etologo, biologo Richard Dawkins pubblicò nel 1976 il libro The Selfish Gene (Il gene egoista) nel quale lanciò una provocazione:

  • l’esistenza di un’unità di trasmissione culturale che battezzò con il nome meme, in assonanza con la parola gene
  • il meme, analogamente al gene, sarebbe in grado di replicarsi e mutare
  • e sarebbe quindi soggetto a un meccanismo di selezione

La maniera migliore per pensare a un meme è considerarlo come la più piccola idea in grado di replicarsi rimanendo intatta.
Quindi se io fischio le prime 4 note della 5° di Beethoven, ecco, quella è un’unità memetica.
Allo stesso modo, proverbi, motti o tormentoni possono essere considerati memi così come il fare qualcosa, o il modo di fare qualcosa.
Le credenze di qualsiasi tipo rientrano molto bene nella definizione di meme.

Bene, ma qual è la macchina dei memi?
Il substrato in cui un meme nasce, muta o si replica?
E' chiaramente la nostra mente e di mente in mente il meme si propaga.
La memetica è quindi la disciplina che studia i memi, ma in base a quanto prodotto oggi non è ancora chiaro se sia una protoscienza o una pseudoscienza.

Allora, senza pretese proviamo a tracciare brevemente una visione memetica dei cerchi.
Abbiamo un primo evento, l’abbiamo già visto:
  • 1966, Tully, Australia, una forma circolare nella vegetazione di una laguna

Nasce il primo meme creare il cerchio, dove?
Nella mente di Doug Bower.
Ma il meme creare il cerchio per prosperare ha bisogno che sia vivo e vegeto un altro meme.
Ha bisogno di un meme che sia in simbiosi.

Ecco il meme in simbiosi: credere nella genuinità dei cerchi.
Se non si formassero le comunità dei credenti, i cosiddetti believers in inglese, i cerchi non avrebbero una vita così facile.
Lo stesso avverrebbe se i media non rinforzassero la credenza nei cerchi.

E quindi tutto ciò, e così anche il proliferare degli esperti con le loro interpretazioni fantasiose delle formazioni, non fanno altro che dare linfa al meme creare il cerchio.
Il quale meme si estrinseca in nuovi cerchi e così il ciclo, una volta innescato, evolve e continua.
Abbiamo citato la parola simbiosi, vediamo un esempio di simbiosi in natura.

La relazione ospite-parassita è una delle relazioni simbiotiche.
In questo caso abbiamo un fungo che penetrando in qualche modo nella mosca, ha un ciclo di vita e infezione dell’ospite costringendolo dapprima a incollarsi per la proboscide su supporti sufficientemente alti, delle spighe ad esempio.

Il fungo poi uccide la mosca costringendola ad un posizione bizzarra con le ali e nella fase finale fuoriesce dall’addome sporulando e depositandosi nell’intorno in attesa di infettare nuove vittime.

Parliamo ora di preda e predatore.
Il tritone Taricha granulosa dalla pelle con numerose asperità che vediamo in questa immagine è, contrariamente al suo aspetto innocuo, uno degli animali più tossici noti alla scienza.
Perché questo animale attraverso la propria pelle secerne delle tossine così potenti?
Il suo predatore è questo serpente, il Thamnophis sirtalis, ed è l’unico animale noto fino ad oggi in grado di cibarsi di questo tritone e sopravvivere.

Durante l’evoluzione di questi organismi, quanto più attraverso mutazione e selezione si sono originati tritoni tossici, tanto più questo ha creato una forte pressione evolutiva che ha portato questi serpenti a rispondere con la capacità di inibire la tossicità.
E’ un meccanismo di retroazione positiva, feedback positivo, che porta un sistema, in questo caso il sistema preda-predatore, a divergere e a sviluppare caratteristiche specifiche molto esasperate.
E’ quello che si definisce tecnicamente corsa agli armamenti, l’escalation che porta a dotarsi di strumenti sempre più potenti per cercare di mantenere il proprio vantaggio competitivo.
Per apprezzare lo stesso meccanismo di corsa agli armamenti ancora una volta in azione in natura torniamo adesso invece a un altro tipo di rapporto simbiotico.

Quando Darwin vide per la prima volta questa orchidea, l’Angraecum sesquipedale in Madagascar, fu immediatamente colpito dalla lunghezza esasperata di questa parte del fiore.
E quindi predisse che ci sarebbe dovuto essere un insetto con una proboscide altrettanto esasperata in grado di raggiungere il nettare alla base.

Effettivamente dopo la morte di Darwin fu poi scoperta questa farfalla, a cui fu dato il nome Xanthopan morganii praedicta, con la proboscide lunghissima.
Predicta perché la sua esistenza fu prevista in anticipo dalla teoria.
In questo caso la relazione di simbiosi prende il nome di mutualismo, situazione in cui le entità in gioco traggono vantaggio reciproco.
E’ facile vedere anche in questo caso quindi come il meccanismo di corsa agli armamenti evolutivo abbia creato una forte pressione portando le entità a mutare e evolvere in una certa direzione attraverso la selezione, è un caso di co-evoluzione.

A ben vedere ritornando alla visione memetica dei cerchi, la stessa cosa è successa e continua a succedere nell’interazione fra i due memi creare il cerchio e credere nella genuinità dei cerchi che sono di fatto in relazione simbiotica di mutualismo.

Questa corsa agli armamenti, ha creato una pressione evolutiva tale per cui da semplici cerchi le figure nel corso degli anni si sono evolute e sono diventate ben più complesse.
E qui possiamo vedere come dagli organismi unicellulari dei primordi, era il 1980, siamo già giunti a organismi pluricellulari... è una battuta, sia chiaro.
E’ interessante inotre notare che questo ciclo evolutivo una volta innescatosi in nuove regioni del pianeta, si ripropone abbastanza fedelmente.
Detto questo, vado quindi alle conclusioni…


La mia relazione voleva essere innanzitutto un modo diverso di raccontare la storia dei cerchi in maniera interessante ma non seriosa, giocando in bilico fra ciò che scienza realmente è e ciò che deve ancora dimostrare di esserlo, mi riferisco alla memetica.
Non nascondo poi che il mio intervento voleva essere in qualche modo anche un omaggio alla figura di Darwin.

E poi non dimentichiamo che siamo nel 2009, sono trascorsi 150 anni dalla pubblicazione del trattato L’Origine delle Specie, un libro che ha rivoluzionato il nostro modo di pensare e che ha riportato il genere umano con i piedi giustamente per terra contrariamente a noi circlemakers, che con i piedi per terra e fra le spighe creiamo disegni nel grano pensando qualche volta di essere anche un po’ alieni.

Grazie!


Francesco Grassi