martedì 13 ottobre 2009

Cerchi nel grano: Geni, memi, UFO e cerchi nel grano

Cari lettori, ecco la mia relazione presentata Sabato mattina 10 Ottobre 2009 al XI Convegno Nazionale del CICAP.


Che legame c’è fra UFO e cerchi nel grano?
Che differenza c’è fra UFO e alieno?

Quando un qualsiasi testimone fa esperienza della visione di qualcosa di anomalo in cielo che non riesce a identificare, bene, allora tecnicamente ha visto un UFO, un Oggetto Volante Non Identificato.
UFO quindi non è, nel senso proprio del termine, un’astronave aliena e tanto meno un alieno.

I cerchi nel grano d’altra parte in certi casi possono rappresentare in maniera esplicita degli alieni come in questo caso.
Abbiamo un volto alieno e un disco con un messaggio codificato.
Qual è il messaggio codificato in questo cerchio?

In base alle aree appiattite interpretate come numero ZERO e alle aree lasciate in piedi interpretate come numero UNO, si è potuta ricostruire la sequenza di bit scritta in questa spirale come se fosse un CD.

Ecco la decodifica:
Attenzione ai portatori di FALSI
doni e alle loro PROMESSE INFRANTE.
Molto DOLORE ma ancora tempo.
CREDETE.
C'è del BUONO là fuori.
Ci OPponiamo all'INGANNO.
Comunicazione IN CHIUSURA
[suono di campana]
Focalizziamoci su un frammento in particolare: Ci OPponiamo all'INGANNO.
Qualcuno ha colto una citazione a questa formazione del 1991 che era stata decodificata nelle due parole latine OPPONO ASTOS, mi oppongo agli inganni.
La realtà è un’altra ma bisogna conoscere un paio di dettagli...
Il primo, Meaden, il Dottor Terence Meaden, l’uomo che per primo nel 1980 si dedicò allo studio del fenomeno.
Il secondo dettaglio è che l’immagine va ruotata.
Ora, se immaginiamo che questa sia una scritta in maiuscolo tagliata a metà in questo senso, allora questa può essere una M, questa una E, questa una D, questa ancora una E
Qui allora degli alieni hanno scritto "Meaden Talks Shit", cioè "Meaden dice sciocchezze" traducendo in maniera edulcorata.

Abbiamo quindi decodificato un messaggio alieno, ma per capire il motivo per cui degli uomini decidono di scendere sulla terra e di farsi alieni, dobbiamo tornare ancora agli UFO.

IR2 è una sigla italiana che vuol dire Incontro Ravvicinato del 2° tipo.
L’Incontro Ravvicinato del 1° tipo è quello di cui abbiamo parlato all’inizio, un testimone vede un UFO in cielo.
Si parla di 2° tipo quando oltre all’avvistamento UFO si riscontrano delle tracce fisiche al suolo.

Bene, il 19 Gennaio del 1966 George Pedley a bordo del suo trattore, lavorando in un campo sente un sibilo forte e inusuale alle sue spalle, si avvicina al bordo della laguna e vede nel cielo un oggetto volante non identificato mentre invece nella laguna vede questa cosa, della vegetazione che sull’acqua rotea circolarmente.
Vedete qualche relazione con i cerchi nel grano?
Facciamo ancora un passo indietro, parliamo dell’Incontro Ravvicinato del 1° tipo che ha dato vita all’ufologia così come la conosciamo oggi.
Era il 1947…

Il 24 giugno del 1947, Kenneth Arnold, un pilota privato, sul suo velivolo stava svolgendo un'attività di ricerca di un velivolo militare andato disperso, e osserva nove insoliti oggetti volanti in schieramento vicino al Mount Rainier, nello stato di Washington.

Abbiamo già visto come attraverso l’IR2 del 1996 di Tully in Australia si possa quindi avere un collegamento logico-visivo, fra UFO, IR2 e cerchi nel grano.
Quello che ancora non sappiamo è che nel 1966 era in Australia Douglas Bower, Doug per gli amici, un signore inglese, un artista, pittore, appassionato di tematiche ufologiche e scopriremo in seguito essere amico di un altro signore che si chiamava David Chorley, Dave, un artista come Doug.
Doug fece esperienza diretta del caso di Tully, visse sulla propria pelle il dispiego di energie che i media locali, giornali e TV, spesero per parlare del caso.
Fu positivamente sorpreso e incuriosito dal fatto che una notizia del genere potesse creare così tanto clamore e che quella traccia nella laguna fosse stata associata all’atterraggio o alla presenza di un’astronave aliena.
E così quando Doug ritornò in Inghilterra ebbe una brillante e artistica intuizione:
  • Replicare il meccanismo mediatico che aveva visto in azione così dirompente con il caso di Tully 

E quindi a partire da una data incerta a cavallo tra il 1975 e il 1980, Doug e l’amico Dave cominciarono a creare i primi cerchi nel grano.
Qui vediamo un’immagine che ritrae Doug & Dave in una delle prime apparizioni pubbliche del 1991 quando decisero di rivelare la propria storia, qui un dettaglio del volto di Doug.

Possiamo quindi un po’ per gioco, costruire un albero ufologico della vita?
Proviamoci…
  • 1947, Kenneth Arnold
  • 1966, Tully, Australia
  • 1978, Doug e il suo amico Dave cominciano a creare queste formazioni
In una sorta di speciazione nascono cioè i cerchi nel grano che nel corso degli anni evolvono in forme sempre più grandi e complesse.


Ci sono poi gli altri rami evolutivi dell’albero ufologico, come ad esempio quello originato dagli Incontri Ravvicinati del 3° tipo che qui vediamo ben rappresentati dal famoso film di Spielberg del 1977.
E ci sono poi altri rami che portano ad esempio i frutti di incontri di tipo superiore al 3° come le cosiddette abduction, i rapimenti alieni.

Adesso credo sia finalmente chiara la forte componente genetica ufologica presente nei cerchi nel grano.
E parlando di genetica, facciamo ora una piccola digressione sui geni…

In qualche modo il concetto di gene fu ipotizzato per la prima volta da Gregor Mendel anche se a dir la verità Mendel non utilizzò mai il termine gene.
Nel 1889 fu coniato il termine pangen per identificare la particella più piccola rappresentante un carattere ereditario.
Qualche anno dopo, pangen fu abbreviato in gen, gene.

Nel 1910 si dimostrò che i geni risiedono su specifici cromosomi, ma solo nel 1944 il DNA fu isolato e identificato e poi a seguire vennero tutte le sensazionali scoperte della genetica moderna.

Caratteristiche fondamentali del gene:
  • È l’unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi
  • Attraverso il meccanismo di replicazione del DNA è quindi in grado di replicarsi
  • Durante le repliche possono avvenire delle mutazioni
  • E questo comporta poi la nascita di organismi che meglio si adattano all’ambiente in cui vivono

L’etologo, biologo Richard Dawkins pubblicò nel 1976 il libro The Selfish Gene (Il gene egoista) nel quale lanciò una provocazione:

  • l’esistenza di un’unità di trasmissione culturale che battezzò con il nome meme, in assonanza con la parola gene
  • il meme, analogamente al gene, sarebbe in grado di replicarsi e mutare
  • e sarebbe quindi soggetto a un meccanismo di selezione

La maniera migliore per pensare a un meme è considerarlo come la più piccola idea in grado di replicarsi rimanendo intatta.
Quindi se io fischio le prime 4 note della 5° di Beethoven, ecco, quella è un’unità memetica.
Allo stesso modo, proverbi, motti o tormentoni possono essere considerati memi così come il fare qualcosa, o il modo di fare qualcosa.
Le credenze di qualsiasi tipo rientrano molto bene nella definizione di meme.

Bene, ma qual è la macchina dei memi?
Il substrato in cui un meme nasce, muta o si replica?
E' chiaramente la nostra mente e di mente in mente il meme si propaga.
La memetica è quindi la disciplina che studia i memi, ma in base a quanto prodotto oggi non è ancora chiaro se sia una protoscienza o una pseudoscienza.

Allora, senza pretese proviamo a tracciare brevemente una visione memetica dei cerchi.
Abbiamo un primo evento, l’abbiamo già visto:
  • 1966, Tully, Australia, una forma circolare nella vegetazione di una laguna

Nasce il primo meme creare il cerchio, dove?
Nella mente di Doug Bower.
Ma il meme creare il cerchio per prosperare ha bisogno che sia vivo e vegeto un altro meme.
Ha bisogno di un meme che sia in simbiosi.

Ecco il meme in simbiosi: credere nella genuinità dei cerchi.
Se non si formassero le comunità dei credenti, i cosiddetti believers in inglese, i cerchi non avrebbero una vita così facile.
Lo stesso avverrebbe se i media non rinforzassero la credenza nei cerchi.

E quindi tutto ciò, e così anche il proliferare degli esperti con le loro interpretazioni fantasiose delle formazioni, non fanno altro che dare linfa al meme creare il cerchio.
Il quale meme si estrinseca in nuovi cerchi e così il ciclo, una volta innescato, evolve e continua.
Abbiamo citato la parola simbiosi, vediamo un esempio di simbiosi in natura.

La relazione ospite-parassita è una delle relazioni simbiotiche.
In questo caso abbiamo un fungo che penetrando in qualche modo nella mosca, ha un ciclo di vita e infezione dell’ospite costringendolo dapprima a incollarsi per la proboscide su supporti sufficientemente alti, delle spighe ad esempio.

Il fungo poi uccide la mosca costringendola ad un posizione bizzarra con le ali e nella fase finale fuoriesce dall’addome sporulando e depositandosi nell’intorno in attesa di infettare nuove vittime.

Parliamo ora di preda e predatore.
Il tritone Taricha granulosa dalla pelle con numerose asperità che vediamo in questa immagine è, contrariamente al suo aspetto innocuo, uno degli animali più tossici noti alla scienza.
Perché questo animale attraverso la propria pelle secerne delle tossine così potenti?
Il suo predatore è questo serpente, il Thamnophis sirtalis, ed è l’unico animale noto fino ad oggi in grado di cibarsi di questo tritone e sopravvivere.

Durante l’evoluzione di questi organismi, quanto più attraverso mutazione e selezione si sono originati tritoni tossici, tanto più questo ha creato una forte pressione evolutiva che ha portato questi serpenti a rispondere con la capacità di inibire la tossicità.
E’ un meccanismo di retroazione positiva, feedback positivo, che porta un sistema, in questo caso il sistema preda-predatore, a divergere e a sviluppare caratteristiche specifiche molto esasperate.
E’ quello che si definisce tecnicamente corsa agli armamenti, l’escalation che porta a dotarsi di strumenti sempre più potenti per cercare di mantenere il proprio vantaggio competitivo.
Per apprezzare lo stesso meccanismo di corsa agli armamenti ancora una volta in azione in natura torniamo adesso invece a un altro tipo di rapporto simbiotico.

Quando Darwin vide per la prima volta questa orchidea, l’Angraecum sesquipedale in Madagascar, fu immediatamente colpito dalla lunghezza esasperata di questa parte del fiore.
E quindi predisse che ci sarebbe dovuto essere un insetto con una proboscide altrettanto esasperata in grado di raggiungere il nettare alla base.

Effettivamente dopo la morte di Darwin fu poi scoperta questa farfalla, a cui fu dato il nome Xanthopan morganii praedicta, con la proboscide lunghissima.
Predicta perché la sua esistenza fu prevista in anticipo dalla teoria.
In questo caso la relazione di simbiosi prende il nome di mutualismo, situazione in cui le entità in gioco traggono vantaggio reciproco.
E’ facile vedere anche in questo caso quindi come il meccanismo di corsa agli armamenti evolutivo abbia creato una forte pressione portando le entità a mutare e evolvere in una certa direzione attraverso la selezione, è un caso di co-evoluzione.

A ben vedere ritornando alla visione memetica dei cerchi, la stessa cosa è successa e continua a succedere nell’interazione fra i due memi creare il cerchio e credere nella genuinità dei cerchi che sono di fatto in relazione simbiotica di mutualismo.

Questa corsa agli armamenti, ha creato una pressione evolutiva tale per cui da semplici cerchi le figure nel corso degli anni si sono evolute e sono diventate ben più complesse.
E qui possiamo vedere come dagli organismi unicellulari dei primordi, era il 1980, siamo già giunti a organismi pluricellulari... è una battuta, sia chiaro.
E’ interessante inotre notare che questo ciclo evolutivo una volta innescatosi in nuove regioni del pianeta, si ripropone abbastanza fedelmente.
Detto questo, vado quindi alle conclusioni…


La mia relazione voleva essere innanzitutto un modo diverso di raccontare la storia dei cerchi in maniera interessante ma non seriosa, giocando in bilico fra ciò che scienza realmente è e ciò che deve ancora dimostrare di esserlo, mi riferisco alla memetica.
Non nascondo poi che il mio intervento voleva essere in qualche modo anche un omaggio alla figura di Darwin.

E poi non dimentichiamo che siamo nel 2009, sono trascorsi 150 anni dalla pubblicazione del trattato L’Origine delle Specie, un libro che ha rivoluzionato il nostro modo di pensare e che ha riportato il genere umano con i piedi giustamente per terra contrariamente a noi circlemakers, che con i piedi per terra e fra le spighe creiamo disegni nel grano pensando qualche volta di essere anche un po’ alieni.

Grazie!


Francesco Grassi

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Eccellente articolo!
Vivissimi complimenti.
Giuseppe

Unknown ha detto...

Grazie mille, molto gentile :)

Faust ha detto...

Articolo interessantissimo. Sin da quando ho letto Il Gene Egoista sono rimasto affascinato dalla teoria di Dawkins, tanto che nei miei studi universitari vorrei approfondire il concetto di meme e l'idea di un evoluzione darwiniana della cultura. Il modo in cui hai sfruttato il concetto di meme è illuminanate. Al di là del contenuto (cioè la confutazione dell'origine aliena dei crop circles), la forma che hai adottato è molto originale ed efficace.

Unknown ha detto...

Grazie Faust, molto lieto di averti dato uno spunto sulla memetica.
Sono evidentemente affascinato anch'io dal concetto di meme ma, come avrai potuto notare, allo stesso tempo conservo un sano distacco scientifico.
Tienimi aggiornato sui tuoi sviluppi.
Buono studio e buon lavoro.