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lunedì 26 settembre 2011

Cerchi nel grano: News da Voyager?

C'è qualcosa di nuovo sui cerchi? Sostanzialmente no, a parte la visione delle formazioni inglesi del 2011, quest'anno a dir la verità sottotono, si è visto un approfondimento italiano sul crop circle di Riva presso Chieri del Giugno 2011 (anche identificato in vari siti web come Poirino) e commentato da Claudio Brunetti del Centro Ufologico Nazionale, una veloce citazione di quello di Jesi e di Braccagni sempre del Giugno di quest'anno. Le informazioni sono state sempre le classiche, solo un po' rimescolate, anche se già più volte chiarite e smentite, come ad esempio il famoso falso filmato di Oliver's Castle ancora una volta presentato come potenzialmente genuino.
Ancora mosche? Ebbene si, le mosche piacciono tantissimo alla redazione di Voyager. Qui tutti i post in cui parlo di quel mistero.
La redazione ha poi mandato in onda ancora le immagini del crop circle che abbiamo realizzato (io, Marco Morocutti e Stefano Bagnasco) nel 2006 sempre per Voyager insieme all'amico circlemaker Matthew Williams.
Qui io e Matthew entriamo nel campo durante l'ispezione diurna:
La preghiera prima dell'inizio:
Da sinistra a destra, Stefano Bagnasco, Marco Morocutti, io e Matthew Williams:
Qualche preparativo:
Si riguardano alcuni dettagli del progetto della formazione:
Durante l'esecuzione, con tavole, bandierine e metri:
La formazione terminata, purtroppo il campo era stato devastato da un nubifragio la settimana prima della realizzazione:
Intervista finale di Roberto Giacobbo a Matthew:




Aggiornamenti

27 Settembre 2011
Mi sono arrivate diverse segnalazioni a commento del servizio di ieri, ne comincio a riportare un paio.

A un certo punto del video incorporato a seguire, Roberto Giacobbo dice:
Siamo vicino Torino ed è la notte tra il 18 e il 19 di Giugno...

e poi la voce fuori campo sottolinea:
Non c'è luna piena e nella campagna silenziosa nessuno si accorge di nulla...

La cosa divertente è che il plenilunio nel Giugno 2011 è avvenuto il giorno 15 e quindi la notte tra il 18 e il 19 di Giugno circa il 94% della superficie lunare illuminata era ancora visibile. Se volete, verificate qui o dove vi pare.
Certo, nel senso stretto del termine non c'era luna piena, però che senso ha quella frase?
E' chiaro, indurre l'ascoltatore a ritenere che sia impossibile per gli uomini lavorare di notte quando non c'è la luna piena, ma come ho già detto altre volte, i cerchi si fanno con qualsiasi condizione di luminosità notturna, anche con luna nuova.
Lo specifico addirittura nelle riprese notturne del cerchio di Pizzighettone, quando c'è il plenilunio è più facile essere visti dalle persone che si appostano intorno ai campi.

In un altro momento la voce fuori campo dice:
La formazione è piuttosto singolare, prima di tutto copre un terreno in lieve pendenza, fatto questo che avrebbe reso difficile la sua realizzazione con mezzi classici come paletti assi e corde.
Ma come si fa ad affermare ciò?
Solo un circlemaker può fare affermazioni di quel tipo dopo aver provato l'esperienza sul campo. Nessun problema, una pendenza lieve non causa nessun intoppo alla realizzazione del cerchio.

Altro magari prossimamente...


Francesco Grassi

domenica 15 novembre 2009

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte (6)

Ci risiamo, ancora mosche morte...
Chissà se state leggendo questo argomento per la prima volta, ad ogni modo tramite questo link potete leggere tutto quello che ho scritto in passato sulle mosche e i cerchi.

Qualche giorno fa entrando in cucina noto qualcosa di anomalo su un pensile:


Mi avvicino, è una mosca:


Non solo è una mosca morta, ma ad uno sguardo ravvicinato ha tutti i sintomi da Entomophthora Muscae:


Proboscide incollata al substrato:


Ali sollevate:


Fungo che fuoriesce dall'addome:


Sappiate che non è raro imbattersi in mosche morte in questo modo, da quando conosco l'argomento mi è capitato già diverse volte in ambito domestico, oltre che proprio in un campo inglese dentro e fuori una formazione del 2004.

Se capita anche a voi, scrivetemi.


Francesco Grassi

martedì 15 aprile 2008

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte (5)

Pat Delgado, Colin Andrews e le mosche morte




Ancora mosche morte... se vi siete imbattuti nella mia indagine o avete cercato su web articoli riguardanti il mistero delle mosche morte, avrete letto sicuramente che il tutto ha origine a partire dal ritrovamento della ricercatrice olandese Janet Ossebaard nel Luglio 1998.

In realtà sono riuscito a trovare in letteratura un articolo datato 9 Luglio 1989 a firma di Stuart Wavell per il giornale Sunday Times in cui è possibile intuire con ragionevole certezza che Pat Delgado e Colin Andrews si fossero imbattuti nello stesso fenomeno una decina di anni prima, interpretandolo anch'essi in chiave misteriosa.

L'articolo è ritratto nell'immagine di questo post e questa è la trascrizione:

Close encounter: Colin Andrews, left, and Pat Delgado in one of the 148 circles that have appeared in the fields of southern England in the past month

Running round in circles

THE circle was 37 ft across, a perfet swirl of flattened green wheat spinning out from a tight centre. Despite a week's exposure to passing ramblers, it was in almost pristine condition, the horizontal plant steams neatly brushed towards a sharp division with the sorrounding crop.
"I have never seen anything like it before," declared Pat Delgado who, with fellow researcher Colin Andrews, had recorded the mysterious appearence of 148 circles in the fields of southern England during the previous four and a half weeks.
Delgado, a retired electromechanical design engineer, was referring to a distinctively baffling feature of this circle near the village of Chilcomb, two and a half miles from Winchester. Curving out from its edge, like a tadpole's tail, was a 28-yard channel whose flattened stems were combed immaculately towards the circle. Enormous pressure appeared to have been applied to these precise formations so that the soil carried impressions of the otherwise undamaged stems.
The circle's centre lay between a tractor's wheel tramlines, and some 200 yards from ancient tumuli.
Why, one wondered, would an alien leave his spacecraft to walk into the field and then return? Perhaps for a very human reason. I recalled that Delgado and Andrews's new book, Circular Evidence, mentioned the discovery of a "luminous, white, jelly-like substance" which had defied analysis.
Aliens are, of course, taboo among serious British UFO investigators. The two researchers, who favour the theory of a rotating energy field, say that they are working with 35 scientists, and stress their own technical credentials.
Delgado worked at the British missile testing range in Australia and later for Nasa. Andrews, whose Andover home is their operational base, is a senior electrical engineer with the local borough council.
Their remarkable aerial photographs are largely due to Busty Taylor, a fully qualified driving instructor with a pilot's licence. Busty is a man.
But the last week their professionalism was called into question by the British UFO Research Association (Bufora).
It accused them of "fostering a space-age myth" in their reaction of a meteorological explanation, of ignoring the extent of hoaxes and of persevely insisting that the circles are mostly confined to Hampshire and Wiltshire.
It also cited the authors' apparent reluctance to reveal that they were consultant to Flying Saucer Review - "a journal which has featured a secret 'plot' to remove UFO books from libraries and linked UFOs with genies".
I put this to Andrews, "I am indeed a consultant to Flying Saucer Review," he said. "I don't see what that has to do with it. I haven't gone out of my way to push that because we want to keep the research scientific.
"The vortex doesn't have to be intelligent, although personally I believe it is."
He contends that the phenomenon is not only increasing at an exponential rate, but that it is evolving. Indeed, the book's photographs show a bewildering array of single, double and triple circles, ornamented with permutations of 'Saturn' rings, satellite circles and swirl patterns.
The latest twist, claim the researchers, is a molecular change in affected crops which is passing into the food chain.
"The pattern is initially spiralled, but it starts growing into patterns like a dart board," Delgado said. "Of the 95 circles reported in Wiltshire until last week, one third were developing the same molecular damage."
Their critics at Bufora assert that by drawing media attention to Wessex and ignoring evidence of wider distribution, Delgado and Andrews are inadvertently encouraging elaborate hoaxes by groups fixated on the mysticism of Stonehenge, Avebury and Silbury Hill.
The reasearchers readily agree that the mysterious force appears to be taking an interest in them. "We can be talking, even on an aircraft, and the phenomenon appears to respond to the discussion, even the thought," Andrews said.
Fortunately, they can identify genuine circles with dowsing rods. And by felicitous circumstances, Delgado's naked hands are tuned to energy forces and subterranean water. In their book, Andrews relates several personal close encounters with the paranormal.
I asked if they had any evidence of animal life being affected.
Andrews triumphantly emerged from his kitchen with a frozen jamjar containing a fly, still clinging to a stem.
"This was taken from the centre of the vortex at Chilcomb. His wings are outstretched. He was about to take off. He's been zapped dead." Andrews beamed.

They have other flies in the sky - the Optica aircraft of Hampshire and Wiltshire police who, they say, exchange details of new circle formations. "They recognise we can't keep sweeping this under the carpet," Andrews said.
"It's big. We need help. We have the Japanese and French flying in, and still our government is not prepared to get off their backsides and come down here."
He flourished a graph of sightings. "The way this is going, something is going to happen in the next few months."

Circular Evidence by Pat Delgado and Colin Andrews is published on Thursday by Bloomsbury (£14.95).
The recently published Controversy Of The Circles, by Jenny Randles and Paul Fuller, is available from Bufora, 37 Heatbank Road, Stockport, Cheshire, SK3 OUP (£3.95)


Il passaggio chiave è il seguente e l'ho evidenziato prima in grassetto:
Andrews triumphantly emerged from his kitchen with a frozen jamjar containing a fly, still clinging to a stem.
"This was taken from the centre of the vortex at Chilcomb. His wings are outstretched. He was about to take off. He's been zapped dead."

Traduzione:
Andrews è uscito trionfante dalla sua cucina con un barattolo per la marmellata contenente una mosca ancora attaccata allo stelo.
"Questa è stata presa dal centro del vortice presso Chilcomb. Le sue ali sono allungate. Stava quasi per prendere il volo. E' stata uccisa in maniera fulminea."


Dunque ricapitoliano... mosca morta, ancora attaccata allo stelo, ali allungate come se stesse quasi per librarsi in volo... gli elementi ci sono tutti: Entomophthora muscae.

L'articolo, ricordiamolo, è del Luglio 1989 e contiene a mio avviso anche altri elementi interessanti di riflessione.
I due "esperti" non sono circondati da consensi totali, c'è qualcuno che dissente profondamente dall'operato di Delgado e Andrews.
Gli ufologi della Bufora li accusano - fra le altre cose - di ignorare la quantità dei cerchi fatti dagli uomini ("ignoring the extent of hoaxes") e di incoraggiare inconsapevomente la creazione di cerchi elaborati da parte di gruppi di persone ossessivamente attratti dal misticismo di Stonehenge, Avebury and Silbury Hill ("are inadvertently encouraging elaborate hoaxes by groups fixated on the mysticism of Stonehenge, Avebury and Silbury Hill").

E' un dato di fatto, mancano poco più di un paio di anni al Settembre 1991 e c'è già qualcuno che pubblicamente sulla stampa fa sentire la sua voce contraria ai due "esperti" Delgado e Andrews, denuncia sempre pubblicamente che i cerchi fatti dagli uomini sono tanti e che ci sono gruppi diversi di circlemakers in azione nelle campagne inglesi.

Un altro elemento interessante che voglio infine segnalare emerge da quest'altro frammento:
Fortunately, they can identify genuine circles with dowsing rods. And by felicitous circumstances, Delgado's naked hands are tuned to energy forces and subterranean water.

Delgado e Andrews, gli "esperti", riescono a identificare se i cerchi esaminati sono genuini o meno con... le bacchette da rabdomante, non solo, Delgado a mani nude è in grado di sintonizzarsi con le forze energetiche e l'acqua nel sottosuolo.

Su che solide fondamenta nasce il mito dei cerchi?


Francesco Grassi

sabato 5 aprile 2008

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte (4)

Gli Atlanti di Voyager e le mosche morte



Da qualche mese (Prima edizione: Ottobre 2007) si trova in vendita un libretto molto colorato e con molte fotografie dal titolo "Cerchi nel Grano - Un caso aperto", autore Davide Fiorani per Giunti Editore.
Il libretto fa parte della collana Gli Atlanti di Voyager, collana presentata da Roberto Giacobbo.

Sul sito ufficiale di Voyager alla pagina della Bibliografia compare questa presentazione:
I cerchi di grano sono zone di campi di cereali in cui le piante appaiono appiattite in modo uniforme, formando varie figure geometriche ben visibili dall'alto. Queste figure sono diventate un controverso oggetto d'indagine tra gli studiosi di diverse discipline scientifiche e appassionati di tutto il mondo, aprendo una serie di quesiti che l'autore descrive nel dettaglio: che origine hanno? Sono la prova che gli ufo esistono? Appaiono davvero all'improvviso? È vero che intorno a queste figure si ritrovino sostanze sconosciute?


Sulle mosche, in maniera specifica, compare solo questo testo a pagina 59:
Le mosche morte

Un'altra delle caratteristiche che contraddistingue un Cerchio cosiddetto autentico da uno falso, ad un primo approccio, sono gli insetti morti che si trovano all'interno della formazione. Nei pittogrammi ritenuti autentici, infatti, non di rado vengono ritrovate mosche letteralmente esplose: testa, ali, zampe e parti del corpo sono sparse sulle piante.
Altre mosche, invece, restano saldate con il rostro alle spighe. Insetti che sembrano essersi trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato.
La prima ad accorgersi del fenomeno è stata la ricercatrice olandese Janet Osseebard che, nel luglio del 1998, cominciò a raccogliere osservazioni in merito. Il suo successivo lavoro ha mostrato che molte mosche appaiono dilaniate, lo stesso effetto che si otterrebbe "cuocendole" a grande potenza al microonde.
Alcuni scettici hanno obiettato che ad uccidere gli insetti sia in realtà un fungo, l'Entomophtora Muscae, che colpirebbe gli insetti producendo effetti simili a quelli osservati dalla ricercatrice.




Probabilmente con quell'alcuni scettici l'autore intendeva riferirsi a me, ma a parte questo è un vero peccato che sul libretto non sia menzionato nemmeno un riferimento internet che possa rimandare il lettore alla mia indagine che ha dato la soluzione al mistero.

Se sei approdato fin qui, caro lettore, allora puoi ancora farcela:
http://francescograssi.blogspot.com/2008/02/cerchi-nel-grano-il-mistero-delle.html
http://francescograssi.blogspot.com/2008/02/cerchi-nel-grano-il-mistero-delle_20.html
http://francescograssi.blogspot.com/2008/03/cerchi-nel-grano-il-mistero-delle.html


Francesco Grassi

domenica 23 marzo 2008

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte (3)

W. C. Levengood e le mosche morte


L'ipotesi del plasma vortex fu avanzata come spiegazione del meccanismo di creazione dei crop circles da parte del meteorologo Terence Meaden fin dai primi anni '80.
Meaden scomparve però dalla scena dei crop circles nei primi anni '90, dopo la rivelazione di Doug&Dave nel Settembre del 1991 sul giornale Today.
D'altra parte il vortice di plasma non è mai stato visto in azione da nessuno in questi anni, anche i più ferventi sostenitori di Meaden e della sua ipotesi si sono dovuti ricredere e sono anch'essi spariti dalla scena; nessuno più ha ancora fiducia di dimostrare che un plasma vortex esista e che inoltre sia in grado di creare un crop circle.
Infatti come potrebbe poi un presunto vortice di plasma creare delle formazioni geometriche nei campi?

A parte questa premessa, proviamo però a chiederci se un vortice di plasma (quand'anche si riuscisse a dimostrarne l'esistenza) può nel suo turbinìo intrappolare numerosi insetti che si trovano numerosi in una certa area, trasportarli con sè e depositarli in un'altra area.

Immaginiamo la scena: numerose mosche sono intente a cibarsi della linfa delle piante e quindi hanno la proboscide collosa(?), in quel momento arriva un vortice di plasma, le mosche rimangono intrappolate nel turbinìo, vengono trasportate via dal vortice di plasma e poi mentre il vortice in un altro luogo appiattisce al suolo gli steli (creando il crop circle) allo stesso tempo scaraventa le mosche sulle spighe e le costringe ad incollarsi con la proboscide (poi magari per qualche magia fa anche sollevare le ali e le fa morire lì).

E' un'ipotesi sostenibile?
A me francamente non sembra, ma a parte questo, paradossalmente qualcuno l'ha veramente partorita.

Chi è l'autore dell'ipotesi? Il famoso W. C. Levengood.
Lo scrive nel suo Lab Report #104 datato 19 Ottobre 2000.

Leggiamo i passaggi salienti che riguardano le mosche morte:


Trascrivo il testo:

Research Report From: Pinelandia Biophysical Laboratory
Grass Lake, Michigan, 49240

Crop Formation: Wiltshire, UK 1998
Report No. 104

Laboratory Code: KS-04-90
Date: October 19, 2000
Location: Cherhill, Wiltshire, UK
Material: Wheat stems (Triticum aestivum) and soil
Occurred: 7-15-98
Sampled By: Ms. Janet Osseebaard, Andraes Muller & Sven Reuss, Netherlands, on Aug. 8-9, 1998
Formation Characteristics: Complex array of circles intesected by an undulating pathway (see Fig.1 for details). An unusual concentration of black insects were adhering to the heads of the plants in the circles but not observed on the plants outside the formations or control samples



Ecco un secondo frammento:


Trascrivo il testo:

Research Report From: Pinelandia Biophysical Laboratory
Grass Lake, Michigan, 49240

4) - the concentration of dead flies adhering to standing plants in the center of the circles and the standing perimeter plants within the downed areas may be the result of a wide area "sweeping action" from the incoming vortex energies. The insects appear to have been sucked up into counter rotating, interacting vortices(1), where they were carried into another field area and slammed into wheat plants, becoming "glued" in place by gummy substances around their mouth parts.

5) - these insects were identified (Natural History Museum, UK) as the "Cabbage Root Fly" Delia Radicum. Since it is very uncommen for insects to collect in regions (in this case a wheat field) outside their feeding-mating habitat the vortex deposit mechanism appears very likely



L'ultimo frammento che conclude il report:



Ed ecco il testo trascritto:

V. Insects Attached to Formation Plants
In Ms. Osseebaard's field report there was an extensive account of "flies" attached to plants within the formation. The insects were primarily concentrated near the apex and seed head regions of the upright plants at the centers of the circles and circle perimeters. The field outside the downed areas was examinated extensively but no flies were found.
The insects were submitted by Ms. Osseebaard to the Entomology department at the Natural History Museum, England and were identified as being the "Cabbage Root Fly" Delia radicum (Diptera - family Anthomyiidae). The larvae feed on the roots of Cruciferae, including brassicas. The examiner gave no explanation as to why the flies were found on wheat plants (family - Gramineae) and only in the crop formation area.
In the past, this laboratory has examined seed which have been collected within formation sites, but were of a completely different species from the crop growing in the formation and surrounding field. Occasionally, in other formations we have found seed heads totally missing from the plant, nor were they observed on the surrounding soil surface. If the plasma vortices have sufficient energy to strip the seed heads from a plant then it is very conceivable that a turbulent energy system could literally gather up insects from one area and as the energy dissipates, deposit them in another region. As we recently pointed out in the scientific literature(1), if the energy system is composed of counter rotating vortices a reduced pressure region exists between them and this could literally suck up the insects and confine them within the closed, moving system.
The observation that the insects were adhering to the plant stems may be accounted for by the fact that many insects which feed on plant juices have sticky probosci. When the formation occurred they were literally slammed onto the wheat stems and "glued" to the surface. Although it may have appeared that the flies were feeding on the wheat stems it is rather unlikely since their feeding habitat is on plants in the Cruciferae family (Cabbage etc.) and not on plants in the grass family such as wheat.

W. C. Levengood



Conclusioni
Per chi non lo avesse ancora realizzato, W. C. Levengood ha sempre sostenuto (e sostiene anche qui) di aver identificato che cosa crea i crop circles; secondo Levengood i vortici di plasma creano i crop circles.
Per far rientrare lo strano ritrovamento di mosche morte nel quadro dei presunti vortici di plasma ipotizza uno scenario al limite della fantascienza: il vortice avrebbe risucchiato le mosche che si stavano cibando in un certo luogo, le avrebbe trasportate via e le avrebbe scaraventate sugli steli in un altro luogo facendole incollare per la proboscide.

Giudicate voi qual è la soluzione corretta, se l'ipotesi di Levengood (vortice di plasma) oppure questa:
http://francescograssi.blogspot.com/2008/02/cerchi-nel-grano-il-mistero-delle.html
http://francescograssi.blogspot.com/2008/02/cerchi-nel-grano-il-mistero-delle_20.html


Francesco Grassi

mercoledì 20 febbraio 2008

Cerchi nel grano: il mistero delle mosche morte (2)



Dead flies are back
Aggiornamenti sul mistero delle mosche morte
(Settembre 2004)


di Francesco Grassi


Desidero in questa pagina chiarire alcuni dettagli importanti ai fini della piena comprensione dell'articolo principale, invito pertanto il lettore a leggere l'articolo stesso prima di proseguire la lettura.


Le mosche di Cherhill del 1998

Chi non si occupa di entomologia in maniera professionale non può avere presente la complessità dei tipi di insetti esistenti e quindi anche delle mosche. Quello che noi potremmo etichettare con il nome generico di "mosca" in realtà può ricadere in un insieme vastissimo di ditteri.

Per toccare con mano l'ordine di complessità della catalogazione dei ditteri si può ad esempio fare una navigazione qui:
http://www.zmuc.dk/EntoWeb/collections-databaser/Diptera/dipterasites.htm

Le mosche a noi tipicamente note, sono le mosche domestiche (Musca Domestica) e appartengono alla famiglia Muscidae:
http://www.zmuc.dk/EntoWeb/collections-databaser/Diptera/Muscidae%20all.htm

Come già evidenziato nell'articolo, le mosche ritrovate da Janet appartengono alla famiglia Anthomyiidae:
http://www.zmuc.dk/EntoWeb/collections-databaser/Diptera/Anthomyiidae%20all.htm

Se si volesse controllare come appaiono visivamente queste mosche, basta fare una ricerca di questo tipo:
http://images.google.it/images?q=anthomyiidae&hl=it&lr=&ie=UTF-8&sa=N&tab=wi

Un tipico esemplare appartenente a questa famiglia è la Delia Radicum:
http://images.google.it/images?hl=it&lr=&ie=UTF-8&q=delia+radicum

Qui è possibile leggere un elenco dei ditteri ad oggi registrati in Inghilterra:
http://www.mapmate.co.uk/checklist/diptera.htm

qui un elenco delle Muscidae registrate in Inghilterra:
http://www.mapmate.co.uk/checklist/muscidae.htm

qui un elenco delle Anthomyiidae registrate in Inghilterra:
http://www.mapmate.co.uk/checklist/anthomyiidae.htm

Da dittero a dittero il ciclo di vita può variare, così come variano eventuali cicli e periodi di infezione dovuti ad agenti patogeni come i funghi.


Le Anthomyiidae e l'infezione da Entomophthora muscae

Il ciclo di vita delle Anthomyiidae e quindi l'infezione da Entomophthora muscae è ben illustrato in questa animazione:




In questa immagine statica[1] è possibile osservare in dettaglio le varie fasi e il periodo dell'anno in cui avvengono:





Ciclo di vita del fungo Entomophthora muscae nell'ospite, cabbage-root fly
(Delia radicum, Ditteri: Anthomyiidae)

1) Le pupe di Delia radicum trascorrono l'inverno nel suolo.

2) Durante la primavera, conidi infettivi di Entomophthora muscae vengono prodotti e rilasciati dalle spore quiescenti nel suolo.

3) Gli esemplari adulti di Delia radicum emergono dalle pupe durante la primavera e si infettano tramite i conidi di Entomophthora muscae.

4) Dopo il periodo di incubazione, l'Entomophthora muscae uccide l'esemplare di Delia radicum. La mosca morta rimane attaccata alla vegetazione tramite i rizoidi e le zampe. I conidiofori emergono dall'addome e producono conidi.

5) I conidi sono rilasciati dall'insetto morto e infettano altri adulti di Delia radicum. Diversi cicli successivi possono avere luogo durante la stagione nella popolazione ospite.

6) Dopo la metà dell'estate, qualche esemplare di Delia radicum infetto da Entomophthora muscae, sviluppa spore quiescenti invece che conidi. Dopo il periodo di incubazione, le mosche muoiono e cadono sulla superficie del suolo (S) con le spore quiescenti. L'addome è pieno di spore quiescenti (azygospore).

7) Le spore quiescenti dalle pareti spesse sopravvivono sulla superficie del suolo durante l'inverno. Alla successiva primavera germineranno e rilasceranno conidi primari, completando il ciclo.





Quindi il periodo di ritrovamento delle mosche da parte di Janet coincide perfettamente con il ciclo di vita e di infezione delle Anthomyiidae.
Inoltre l'articolo principale oltre a specificare la famiglia delle mosche di Cherhill (Anthomyiidae) riportava chiaramente anche una testimonianza di mosche trovate morte in quelle condizioni nel mese di Agosto:
[...] Darin Burleigh il 14 Agosto del 1997 invia una comunicazione dal titolo "Mosche incollate su foglie" ("Flies stuck on leaves") al newsgroup sci.bio.entomology.misc: "Mi sono imbattuto l'altro giorno [...]


La sporulazione del fungo e la sua evidenza visiva

Non deve trarre in inganno il fatto che il fungo non sia evidente a livello visivo quando le mosche vengono ritrovate morte con tutti i sintomi da Entomophthora muscae. L'addome gonfio e striato è visibile in maniera specifica nella fase di sporulazione ma successivamente il fungo tende a scomparire del tutto ed è spesso praticamente invisibile a occhio nudo. Inoltre ovviamente il fungo non è visibile prima che inizi la fase di sporulazione, nonostante la mosca sia già morta, con la proboscide incollata al substrato e le ali sollevate.

Nel mio viaggio di ricerca sui crop circles in Inghilterra (Wiltshire, Luglio - Agosto 2004) ho visitato diverse formazioni e nella prima apparsa a Long Barrow (West Kennett, Wiltshire) ho trovato le mosche morte.

Per approfondimenti su Long Barrow propongo qualche link:
http://www.mysteriousbritain.co.uk/majorsites/aa/westkennet_longbarrow.html
http://www.stonepages.com/england/westkennet.html
http://witcombe.sbc.edu/earthmysteries/EMKennet.html

Ecco alcune delle mie fotografie:



© Francesco Grassi
Fig. 1: Campione in cui non si vede a occhio nudo il fungo. La fase di
sporulazione è già conclusa da tempo e il fungo non è visibile.






© Francesco Grassi
Fig. 2: Campione in cui si vede chiaramente il fungo.
Siamo in piena fase di sporulazione.






© Francesco Grassi
Fig. 3: Campione in cui si vedono alcune particelle del fungo.
Sta iniziando la fase di sporulazione.






© Francesco Grassi
Fig. 4: Mosca morta nella formazione di Long Barrow.






© Francesco Grassi
Fig. 5: Silbury Hill alla sinistra.






© Francesco Grassi
Fig. 6: Campione in cui si vede chiaramente il fungo.
Siamo in piena fase di sporulazione.






© Francesco Grassi
Fig. 7: Il fungo non è visibile.






© Francesco Grassi
Fig. 8: Fase di sporulazione.






© Francesco Grassi
Fig. 9: Inizio di sporulazione evidente.







© Francesco Grassi
Fig. 10: Il fungo non è visibile.






© Francesco Grassi
Fig. 11: Il fungo è visibile.






© Francesco Grassi
Fig. 12: Questa mosca era viva quando l'ho fotografata. Da notare
la proboscide incollata al substrato e le ali ancora in posizione di riposo.
Ho liberato la mosca e questa è riuscita a volar via (esattamente come
riportato da Janet Ossebaard nella formazione di Cherhill del 1998)
andando sicuramente a morire altrove.






© Francesco Grassi
Fig. 13: Long Barrow alla sinistra.






© Lucy Pringle
Fig. 14: Questa animazione (fai click per attivarla) mostra una panoramica che ritrae Silbury Hill,
Long Barrow e le due formazioni apparse nel 2004. Le mosche mostrate
nelle foto precedenti sono state da me trovate lungo il percorso
rettilineo evidenziato in rosso e nel crop circle.






© Francesco Grassi
Fig. 15: Una foto del percorso rettilineo visibile
nell'animazione precedente, ripreso dal basso.





Francesco Grassi



Note e Bibliografia:
[1] Fungi as Biocontrol Agents Progress, Problems and Potential (Edited by T.M.Butt, C.W.Jackson & N.Magan)